Riconquistare un uomo “toccata e fuga”

Caro Andrea,
io 36 LUI 41. Bello, intelligente, spiritoso. Ci conosciamo a una cena, mi riaccompagna a casa, mi fa capire che gli piaccio. Qualche giorno dopo usciamo, mi bacia, dopo un po’ di uscite in cui stiamo meravigliosamente (entrambi, mi sembrava) facciamo l’amore a casa mia.

Tutto splendido fino a quel punto. Perché dopo “il fattaccio” lui sparisce. Aspetto 2 giorni, giusto per non sembrare appiccicosa, e lo chiamo. Mi dice che per LUI è sempre così, era sicuro che questa volta fosse diverso invece niente, non ha voglia che ci vediamo e gli sembra ipocrita fare finta di avercela.

Come dargli torto. Insomma, passo un paio di giorni a farmi patemi (dove avrò sbagliato?), poi trovo il vostro corso Riconquistalo e inizio a seguirlo ciecamente. Funziona, a quanto pare, visto che ieri sera LUI mi ha telefonato. Dice che avrebbe voglia di rivedermi ma ha paura di fare altri guai, insomma non capisce neanche lui cosa vuole. Figurati io… Cosa devo fare? Non voglio perderlo, quei pochi giorni con LUI sono stati un romanzo. Per favore dammi un consiglio!
Ester

Ciao Ester,
gli uomini “toccata e fuga” come il tuo hanno un modo tutto
loro di ragionare: una volta che lo comprendi sai anche come riaccalappiarli. La “formalizzazione” della vostra relazione ha con tutta probabilità attivato le sue paranoie da intrappolamento. Scommetto che se lui potesse tornare da te con in tasca la garanzia scritta di potersene andare quando gli pare tornerebbe di corsa da te e ci resterebbe sine die. Guarda che per far scattare il panico maschile non c’è affatto bisogno di dichiarare che vuoi un matrimonio e quattro figli: a 41 anni, bastano e avanzano le pressioni sotterranee dei genitori e le vicende degli amici che “hanno messo la testa a posto”.

Come interpretare il suo rifarsi vivo? Come avrai letto sul manuale Riconquistalo, i primi segnali di riavvicinamento che si manifestano dopo l’inizio della strategia di riconquista vanno presi con le molle. Più o meno consapevolmente, il tuo amico sta ancora facendo una ricognizione, per capire quanto tu rientri ancora nella sua sfera di controllo. Bene fai quindi a essere guardinga, perché se gli offri disponibilità adesso ci sono buone probabilità di vederlo sparire. 

Che fare, allora? L’obiettivo inconfessato di queste mosse è far sì che tu decida per lui. Scaricandolo (così che possa serenamente archiviarti come una stronza immeritevole) oppure sbavandogli dietro (così che possa serenamente continuare a latitare, consapevole di poterti eventualmente riprendere a uno schiocco di dita). Uscirà da questo dilemma quando avrà capito che la responsabilità delle sue scelte è sua. Il trucco, dunque, sta nel rispondere a questi sondaggi con una sfida. Le tue prossime comunicazioni — sempre brevi e di tono neutrale — dovranno veicolare questo messaggio:  possiamo parlare, vederci (se avrò tempo), ma sei tu — uomo — che devi convincermi. Insomma: tira fuori le palle (non usare però espressioni ostili come questa!). Se riesci a mantenere coerentemente questo protocollo, mantenendo nei suoi confronti quella disponibilità condizionata di cui parla il manuale, ci sono ottime probabilità di vedere moltiplicarsi, nei prossimi giorni, i suoi approcci. Non farti scrupolo a tirare la corda: tienilo sulle spine fino a quando non avrà manifestato con chiarezza il desiderio di riallacciare.

Un saluto,
Andrea

P.S. E la prossima volta, “LUI” scrivilo in piccolo: per quanto “bello, intelligente e spiritoso” nessun uomo merita il tuo maiuscolo!

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